A Capodanno una delegazione di
FreePalestine si è recata nei Territori Occupati. Questo il loro (foto)racconto.
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| Siamo partit* in quattro di Free Palestine Roma ma all’aereoporto di Tel Aviv due di noi sono stati fermati e successivamente rimpatriati con un’espulsione per 5 anni. L’arbitrarietà e l’arroganza con cui questo è avvenuto sono tipici di Israele. La motivazione è stata che una dei due era stata già stata espulsa in aprile (cosa non vera perchè era stata fermata a casa di una signora sotto sgombero, ma aveva ricevuto solo un’ammonizione a stare fuori da quella zona per una settimana ma non un’espulsione) e per lui perchè viaggiavano insieme. |
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| Con una buona dose di incazzatura siamo arrivate nella casa rimasta tagliata fuori dal muro che in quel punto separa la zona di Betlemme da quella di Gerusalemme, tutta la vita degli abitanto di questa casa la famiglia, il lavoro, sono al di là del check point. Questo chech point in 10 gg l’abbiamo passato tantissime volte, mettendoci ore o minuti a discrezione del soldato di guardia. Da una parte si esce a piedi e da una parte in macchina. |
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| Dopo le 10 di sera, dalla parte pedonale, quasi sempre la guardia fa finta di non esserci, così aspetti un’ora chiamando inutilmente prima che qualcuno decida di premere il pulsante che apre il primo tornello e da’ accesso alla zona del metal detector, dove perdi almeno altri 10 minuti perchè continua a suonare e tu non sai più che cazzo devi toglierti .. I palestinesi devono infilare la mano in una gabietta e compare la loro faccia sul monitor della guardia, a noi basta mostrare il passaporto, ci rivestiamo bestemmiando e usciamo dall’altra parte. |
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| Il centro Amal al Mustakbal di Aida Camp funziona bene, la mattina c’è la scuola per i bambini fino a tre anni, il pomeriggio i corsi di dabka (la danza tradizionale che si balla a tutte le età) e inglese per quelli più grandi. Con i soldi raccolti in italia si stanno facendo molti lavori di ristrutturazione e messa a norma, si pagano le bollette, si cerca di dare un rimborso alle volontarie che ci lavorano. Insieme ai bambini facciamo 2 murales |