Gaza: l'offensiva dell'agnello

Questo è un post di parte. Ok, tutti i miei post sono di parte, ma questo mi vede ancor più schierato del solito. Quindi chi stesse cercando l'obiettività sappia fin da subito che qui non la troverà di certo [come in tutte le parti di questo blog].

Dopo questa piccola premessa veniamo al dunque. Veniamo alla materia del contendere. E usciamo – direi finalmente vista la mia esterofilia – dai confini nazionali per spostarci in uno Stato “senza territorio”. Per farla breve, e per specificare a scanso di equivoci, ci spostiamo in Palestina.


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Questi video [che chi legge da Facebook può trovare in homepage] arrivano dritti dritti dal sito del quotidiano britannico “The Guardian” e ci parlano di qualcosa che qui in Italia sembra essere un discorso da non affrontare, manco fosse un discorso si mandanti degli omicidi del'92 o sulle Stragi di Stato [e chi lo fa, come AnnoZero, viene accusato di non essere obiettivo e di fare un uso criminoso del servizio pubblico...]. E cioè che in una guerra tra chi difende la propria terra – cioè il popolo palestinese - e chi offende – cioè gli israeliani - quelli “brutti sporchi e cattivi” non sono quelli con la kefiah. Ok, è vero, da che ho memoria sono sempre stato filo-palestinese, quindi un'affermazione del genere è scontata. Ma, prima che qualcuno mi dica che essendo pro-Palestina sono favorevole ad Hamas dico subito che – come ho scritto alcune righe fa – sono al fianco del popolo palestinese e non certo al fianco di un branco di terroristi. Certo, su quest'ultimo -”terrorista”, appunto – ho alcune questioni in sospeso tra i miei neuroni, i quali si chiedono se questo termine debba essere inteso “alla maniera internazionale”, dove cioè per terrorista si intende il significato comune, “da dizionario”, del termine, oppure alla maniera “americana”, cioè “un terrorista è uno che ci serve per combattere il nemico” - vedasi ciò che è stato fatto con Bin Laden e compari in Afghanistan ai tempi della Guerra Fredda - “e che poi, quando non ci serve più lo dobbiamo levare di mezzo, non sia mai che sparli sui casini che combiniamo in giro”. Comunque, io non ho mai capito una cosa dell'annoso problema dello “schierarsi” dall'una e dall'altra parte, in particolare in Italia: per quale motivo in una guerra non certo “obiettiva” [vista la diversità di potenza e potenziale bellico delle parti in causa...] quelli che fanno 13 morti e 140 feriti [i dati li prendo dal piccolo banner che potete trovare nella colonna a sinistra] debbano essere considerati la parte “cattiva”, mentre chi occupa abusivamente i territori, usa bambini e civili innocenti come scudi umani, usa armi al fosforo bianco ed all'uranio impoverito, spara su ospedali ed ambulanze nonostante evidentissimi segni di riconoscimento ( tutte cose che – ricordo – sono assolutamente vietate dal diritto internazionale che cita tutte queste operazioni sotto la voce “metodi di violazione dei diritti umani”), viene considerato come “il povero agnellino da salvare”. Peccato che sotto quell'agnellino si celi un lupo famelico, accompagnato non di rado dallo Zio Sam. Ed in particolare non capisco perché un missile Quassam palestinese comporti un'edizione speciale di tutti i telegiornali nazionali con ampi richiami sulla carta stampata, mentre un missile israeliano che colpisce volutamente (?) un ospedale con 3.000 bambini venga sottaciuto. Ma vabbè, in questo paese le verità in qualche modo “scomode” te le raccontano – forse – con una trentina d'anni di ritardo...Termino qui il post, anche perché avendo già dichiarato la mia “appartenenza” in una faccenda simile mi sembra inutile evidenziare ancora di più tale posizione con altre parole...

Vi invito in conclusione a firmare la petizione






Sign for Per un'indagine internazionale sui crimini israeliani a Gaza







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In questi ultimi giorni gran parlare di nuovo del “caso-Santoro”, io – ovviamente – mi schiero a favore di Santoro e di AnnoZero, sia per personale simpateticità con il giornalista e la sua equipe e sia perché gli “sciacalli” sono altri, sono quelli che danno i dati auditel della sciagura o che danno del “vergognoso” alla stessa trasmissione dimentichi di ciò che i telegiornali da loro diretti hanno fatto nei giorni precedenti.