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La legge Tarzia è violenza sulle donne. Cronache dal X municipio

Questo è l'unico video che non fa riferimento alla contestazione di giovedì scorso a Roma, ma serve - a chi non avesse mai sentito parlare della c.d. "legge Tarzia" (me ne ero occupato in questo post) - per capire cosa le donne che sono scese in strada hanno contestato...


Roma - 3 febbraio 2011. Contestazione alla presenza di Olimpia Tarzia al X municipio.

intervista a Milva di "Zero violenza donne" durante la contestazione alla Consigliera regionale Olimpia Tarzia firmataria e promotrice della legge sui consultori

Talebanismi all'amatriciana: giù le mani dai consultori!

Lo so, in questo momento ci sono delle priorità imprescindibili dalle quali dipende la struttura finto-democratica di questo paese, in particolare capire se il nuovo movimento Fascio-Littorio Italiano (gli amici di Fini, per intendersi...) continuerà a stare a destra o se costituiranno il “Grande Centro”, cioè quelll'ammucchiata in cui si ricicleranno ex dell'una e dell'altra parte spacciandosi per “il nuovo che avanza”. E mentre continuano ad ammorbarci dibattendo se sia meglio “alla tedesca”, “alla francese”, col proporzionale e col maggioritario la gente comune continua a non avere una casa (leggevo l'altro giorno davanti alla mia facoltà a Bologna che la media di sfratti in città è di trenta al mese, naturalmente senza che questo possa avere interesse alcuno per i media...), si continua a rinchiudere in carcere i ladri di galline – visto che i ladri importanti o vengono “carcerati” in Parlamento o stanno nell'elenco “grandi imprenditori italiani” - o chi non è nato sotto la stella della razza giusta, si continua ad accettare l'idea che i diritti primari (come quello all'abitare o il diritto all'acqua come bene primario) siano delle concessioni che la “corte dei potenti” concede al popolo così come si usava ai tempi delle corone. Ma che ci possiamo fare se il problema principale continua ad essere il sistema elettorale!?

E cosa ci possiamo fare, ad esempio, se a Roma si sta tentando di cancellare l'ennesimo diritto sociale? Innanzitutto possiamo iniziare firmando questa petizione: http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-i-consultori-della-regione-lazio-dalla-proposta-di-riforma-tarzia/1977

Considerando il fatto che difficilmente questa faccenda troverà lo spazio che merita sui media (bisogna parlare di Fini, quello che stava nella sala operativa della Questura di Genova nel luglio 2001 e che oggi viene da più parti definito “compagno” – bestemmiando - solo perché ha fatto finta di alzare la voce contro il padrone che ha avuto per 15 anni... ) è dunque doveroso cercare di capirci qualcosa di più. Ma partiamo dall'inizio...

In gergo tecnico viene definita legge regionale n° 21 del 26 maggio 2010 ma si può tradurre con “restrizione delle libertà ad una libera coscienza della donna”, in palese violazione della legge 194, cioè di quella legge che – istituita grazie alle grandi battaglie civili degli anni '70 (che troppo spesso vengono descritti solo come fucina di terrorismi) – legifera sull'interruzione di gravidanza in un paese che fino a quel momento aveva conosciuto spesso il fenomeno delle “mammane”.