Del punto di vista di Hitler

[...] Ma il giornalismo deve sempre badare a entrambi i versanti di una storia, è il credo dei fedeli devoti della “informazione obiettiva ed equilibrata”, e qui domando: allora ci si chiede come giornalisti, per esempio, di assumere il punto di vista di Hitler e dei nazisti per essere equi o equilibrare i punti di vista delle vittime ebree e non del nazismo durante la seconda guerra mondiale? In effetti, gran parte delle storie non sono antagonistiche o si riducono simmetricamente a due sole parti, e tale ottica di semplificazione geometrica non è applicabile al dovere giornalistico di riflettere fatti svariati e complessi della realtà con più facce di un dodecaedro.

[Smettiamo con l’obiettività – Ruben Luengas]

Roma, Pignatone lancia l'allarme: “Pax mafiosa nella Capitale”

foto: antimafiaduemila.com
Questo articolo lo trovate anche su InfoOggi.it http://www.infooggi.it/articolo/roma-pignatone-lancia-lallarme-pax-mafiosa-nella-capitale/29367/

Roma - «Su Roma c'è un accordo tacito tra le organizzazioni mafiose per evitare atti di violenza». A dirlo è il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, durante gli Stati generali di Cgil Roma e Lazio. Dichiarazione che in realtà non deve stupire più di tanto considerando che – come scrivevamo già all'inizio di quest'anno[1] - lo stesso procuratore è stato trasferito dalla procura di Reggio Calabria a quella della capitale proprio per tentare di capire, e bloccare, il potere di “Cosa Nuova”[2] e che Pignatone ridimensiona a mera “guerra di bande” ma che, per il controllo dei traffici di droga e dell'economia illecita, ha comunque lasciato a terra 50 persone tra 2011 ed inizio 2012.

«Nella Capitale» - continua il procuratore - «c'è spazio per tutti, e quindi meglio non attirare l'attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura e non creare allarme sociale».

Una Capitale del riciclaggio. Laddove non possono arrivare le armi – che comunque in questi mesi sono state utilizzate – arriva il pilastro più importante delle mafie imprenditrici: il denaro. «La città di Roma vede crescere esponenzialmente la massa di denaro di dubbia origine che viene reinvestita sul territorio. A Roma esistono imponenti fenomeni di evasione fiscale, criminalità economica e frodi, e si osserva una lunga serie di grandi fallimenti che muovono quantità immense di denaro: su questo non c'è consapevolezza di quanto sia importante contrastare il fenomeno».

Dello stesso tenore l'allarme di Giuseppe Pecoraro, prefetto della Capitale, che vede inoltre nella speculazione edilizia «una delle cause che ha favorito il dilagare della criminalità».

Riciclaggio, bancarotta e usura – secondo Claudio Di Bernardino, segretario della Cgil Roma-Lazio – sarebbero i tre pilastri su cui si è radicata la mafia nel Lazio.
Senza dimenticare il mercato ortofrutticolo di Fondi[3], le armi (come ha dimostrato l'operazione “Mister” del 2011[4]), il cemento e la droga[5]. E senza dimenticare, naturalmente, che a Roma le mafie – come ricordava già Giuseppe Fava nella sua famosa intervista con Enzo Biagi[6] – ci sono sempre arrivate per vie parlamentari.

Per approfondire: Parole e mafie. Informazioni, silenzi e omertà, il dossier di Libera sulla mafia nel Lazio.

Note
[1] http://senorbabylon.blogspot.it/2012/02/pignatone-trasferito-roma-la-prova-del.html;
[2] Dossier "Cosa Nuova";
[3] http://senorbabylon.blogspot.it/2012/02/cosa-nuova-il-patto-dellortofrutta.html;
[4] Operazione Mister. Sgominata dai carabinieri organizzazione internazionale dedita al traffico di armi, droga e spaccio di sostanze stupefacenti (2), mnews.it, 18 ottobre 2011;
[5] http://senorbabylon.blogspot.it/2012/02/diplomazia-criminale-firmato-cosa-nuova.html;
[6] Giuseppe Fava, da "Film dossier" 28 dicembre 1983, canale youtube: libero79, 20 luglio 2007;

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