
Ci sono delle cose che alle volte ti fanno sentire impotente. Ti fanno sentire piccolo piccolo di fronte al loro manifestarsi. Ci sono delle cose, come le calamità naturali, che ti fanno davvero sentire la cosa più microscopica che esista. Perché nonostante l'epoca estremamente tecnologica nella quale viviamo, l'epoca nella quale con un semplice click posso arrivare a miliardi di chilometri di distanza da casa, non puoi fare un cazzo per prevedere e fermare un terremoto. Non scriverò di quel che sta succedendo in queste ore in Abruzzo, sia perché ci sono gli organi di stampa nazionali preposti a ciò e sia perché – principalmente – mi sentirei abbastanza inadatto a scrivere di una cosa simile.
Solitamente preferisco interessarmi a ciò che l'intervento umano può modifica

Guardavo stamattina la puntata di giovedì di AnnoZero nella quale si parlava di quel che fino a ieri mattina c'era in prima pagina [almeno per Repubblica]: il G20 e la crisi economica mondiale.
Sarò di parte essendo io un new-global? Beh, sicuramente. So che in linea teorica dovrei essere obiettivo, visto anche che il mio futuro lavoro dovrebbe essere nel mondo del giornalismo. Ma ho maturato l'idea che la natura umana e l'obiettività non siano caratteri assimilabili.
Come al solito, quando i miei neuroni lavorano “a pieno regime” le domande che si insinuano nelle mie connessioni neuronali sono parecchie...Ed è proprio da una di esse che voglio partire, e cioè dal chiedermi perché se uno scippa un'anziana signora della pensione va – giustamente – in galera perché ha rubato alcune centinaia di euro mentre chi ha derubato in modo reiterato migliaia e migliaia di persone rimane comodamente al suo posto (e anzi, se sta in Italia, rischia anche di ritrovarsi in Parlamento..)? Perché, derubare migliaia e migliaia di anziani, di operai, di persone che mettono nelle banche i risparmi di tutta una vita dà diritto ad una specie di “bonus immunità” tipo quello del Monopoli? Per la serie “Hai pesca

Io di certo non ho la ricetta per risolvere la crisi (anche perché altrimenti a quest'ora mica stavo qua a scrivere sul blog...), ma se un imprenditore di scarpe italiano mi viene a dire “il costo del lavoro in Italia è fuori mercato” lo contestualizzo nel sistema capitalistico e quindi capisco una cosa simile: “in Italia i lavoratori – cioè quelli su cui si fondano v eramente le aziende – sono pagati troppo nonostante si fanno un culo quadrato per vedere 1/100 di quello che guadagno io che non faccio un cazzo dalla mattina alla sera. Quasi quasi faccio come gli amici miei e delocalizzo inVietnam così prendo i bambini di 8 anni come fa la Nike e nemmeno li pago”. Ora, la frase di partenza è di Della Valle, pronunciata ad AnnoZero, la contestualizzazione è mia e generalizzata sul concetto di “imprenditore”. Io allora dico: perché me lo deve venire a dire uno che guadagna un centinaio di volte di più del suo operaio che il costo del lavoro è troppo alto? Un top manager guadagna qualcosa come 367 volte lo stipendio di un operaio. Non è che forse è un “tantinello” esagerato? O comunque fatelo dire ad un operaio dell'altoforno o della catena di montaggio se il costo del lavoro è troppo alto no?? Che poi, altra cosa che mi fa incazzare...”costo del lavoro” vorrebbe dire costo del lavoratore, cioè di un essere umano che fa il triplo della fatica che fai tu per mettere il pane in tavola tutti i giorni, però lui si barcamena per arrivare alla 3° settimana del mese [perché ormai pure la 4° è un miraggio...] mentre tu imprenditore ogni due giorni ti cambi la mega-barca con i soldi che hai risparmiato con la falsificazione della dichiarazione dei redditi dell'azienda oppure comprando manodopera non qualificata con co.co.co., co.co.pro e quant'altro...Perché non fare il contrario? Gli imprenditori alla catena di montaggio e i lavoratori a fare i “padroni” (come si diceva una volta...) alle stesse condizioni. Voglio vedere quanti signorotti in giacca e cravatta resistono!
L'accordo ultimo fatto da
