
La storia è – più o meno – nota: alcuni giorni fa, il 13 per l'esattezza, 5 studenti dell'Università statale di Milano (il più vecchio dei quali ha 24 anni) vengono arrestati con l'accusa di “furto aggravato”. Uno quando sente “furto aggravato” s'immagina – che ne so – che i 5 hanno derubato e malmenato una vecchietta; che hanno fatto una rapina in qualche bar, negozio o supermercato; che hanno fatto irruzione in qualche banca o cose simili. Se andiamo a vedere la refurtiva, a me, sinceramente, viene da ridere.
Fotocopie. Volantini, per la precisione. 400 o 800, non lo si è capito bene (o per lo meno le mie fonti sono abbastanza in parità sulle due cifre...), che sarebbero state non pagate al Cusl di Milano da questi ragazzi - nell'ambito di un'iniziativa dell'Onda contro il caro-studi – tutti appartenenti all'area antagonista anarchica (ahia...Milano, Anarchia...spero che non ci sia la promozione “vola dalla finestra gratis pure tu”. Più che altro che tra pochi giorni saranno 40 anni esatti dall'omicidio Pinelli. Ma questa è un'altra storia...). Per come la vedo io questo non è un furto, tantomeno aggravato. Innanzitutto per una questione puramente “politica”:

