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| foto: livesicilia.it |
Nonostante la «sussitenza di tentativi di infiltrazioni mafiose» (come si legge in un documento stilato dall'azienda e messo a disposizione dal quotidiano “Repubblica”[2]) dunque, i lavori andranno avanti come prima, come se quelle aziende fossero “pulite”.
I lavori andranno avanti nonostante Andrea Impastato, che prima di essere arrestato – come scrivevamo già a gennaio - attraverso la “Prime Iniziative” e la “Medi Tour” ha fatto in tempo a fornire il calcestruzzo, lo stesso di cui chiedeva Salvatore Lo Piccolo, “il barone”, a Provenzano in quel pizzino che fece poi scattare le indagini. E si continuerà a lavorare nonostante le trivellazioni sono state affidate ad una ditta legata al boss di Prizzi Tommaso Cannella e nonostante gli stretti legami emersi nel corso delle indagini tra boss e funzionari del consorzio che gestisce i lavori – ed i soldi – di quello che è attualmente il più grande appalto palermitano.
«Il recesso del contratto comporterebbe la perdita dei finanziamenti europei, l'inasprimento dei disagi che la popolazione residente è chiamata a sopportare con i cantieri aperti, oltre che la conseguente necessità di mettere in sicurezza le tratte interessate dai lavori» ha scritto nella delibera l'ingegner Andrea Cucinotta, referente del progetto per le Ferrovie.
Come dice il vecchio adagio “lo spettacolo deve continuare”. Per le Ferrovie anche l'appalto.
| Note |
[2] Il documento dell'ingegnere Cucinotta, repubblica.it, 15 aprile 2012


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