Del punto di vista di Hitler

[...] Ma il giornalismo deve sempre badare a entrambi i versanti di una storia, è il credo dei fedeli devoti della “informazione obiettiva ed equilibrata”, e qui domando: allora ci si chiede come giornalisti, per esempio, di assumere il punto di vista di Hitler e dei nazisti per essere equi o equilibrare i punti di vista delle vittime ebree e non del nazismo durante la seconda guerra mondiale? In effetti, gran parte delle storie non sono antagonistiche o si riducono simmetricamente a due sole parti, e tale ottica di semplificazione geometrica non è applicabile al dovere giornalistico di riflettere fatti svariati e complessi della realtà con più facce di un dodecaedro.

[Smettiamo con l’obiettività – Ruben Luengas]

Operazione "Carte false", droga e truffa all'ombra del clan Laudani

foto:infoagrigento.it
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Catania, 31 marzo 2012 – Sgominato due notti fa, grazie ad un blitz congiunto dei carabinieri di Agrigento, Catania, Siracusa, Palermo ed Enna, un sodalizio criminale specializzato nel traffico di droga e nelle truffe a finanziarie. Cinquantadue, in tutto, le ordinanze di custodia cautelare emesse.
L'operazione arriva a conclusione di un'indagine, avviata nel 2009 dai carabinieri di Licata, grazie alla quale era venuta alla luce l'esistenza di tale sodalizio che riforniva le piazze di spaccio agrigentine di cocaina, hashish, marijuana, ecstasy ed anfetamine acquistate da “grossisti” catanesi vicini al clan Laudani e poi vendute in discoteche e locali notturni tra Catania, Taormina, Giardini Naxos, Rimini e Roma.
Oltre allo spaccio, le indagini hanno evidenziato un sistema di truffe a diverse finanziarie attraverso l'accurata falsificazione di documenti personali e buste paga (da qui il nome dell'operazione, “Carte false”) attraverso i quali sono stati acquistati beni di consumo per centinaia di migliaia di euro, che poi venivano rivenduti al mercato nero come forma di autofinanziamento per l'acquisto di nuove partite di sostanze stupefacenti.

Proprio l'ingresso del clan nelle indagini ha reso necessario l'intervento della Direzione distrettuale catanese, alla quale sono stati trasmessi gli atti per competenza.

L'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari Santino Mirabella su richiesta del sostituto della Direzione distrettuale antimafia catanese Lucio Setola, dispone l'arresto per ventisei indagati, gli arresti domiciliari per altri diciassette e l'obbligo di firma e di residenza nel proprio comune per altri nove più il sequestro di due automobili ed un bar di Licata.
I reati ipotizzati sono associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope; produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope in concorso; favoreggiamento personale; falsa identità personale in concorso; associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti personali (anche di tipo militare, ndr), ricettazione.

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