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Munnezza in emergenza e profitti al sicuro.
Scritto da
Andrea Intonti
Pubblicato
9/28/2010 06:30:00 PM
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[qui: http://vimeo.com/6000381 per chi avesse difficoltà nella visualizzazione]
Chiaiano (Napoli) - 'A munnezz è turnata. O forse sarebbe meglio dire che non se n'è mai andata. Chi se n'è andato, invece, è quel signore che un paio di giorni fa in quel di Cesena ha organizzato un mega-concerto “verde”, nel quale – stando a quanto sostenuto dal palco – persino i pensieri erano solo ed esclusivamente di natura ecologica. Date un'occhiata qui:
[qui per chi non riuscisse a visualizzare il video: http://www.youtube.com/watch?v=a20Ptc0KEqo].
Questo video – stando allo staff di Grillo – è datato febbraio 2009. Di acqua sotto i ponti ne è passata un po' dunque. Durante la due giorni cesenate i tumulti che arrivavano dalla Campania si iniziavano già a sentire, ma che io sappia – ho cercato di seguire il “Woodstock” quasi per intero – nonostante l'impronta ecologica non una parola è stata spesa su questa vicenda. Ora: d'accordo che l'imprimatur che il nostro vuol dare al suo partito (checché lo chiami movimento) è di tipo apolitico – da qui lo slogan “né destra, né sinistra ma sopra” - dunque non c'era da aspettarsi niente di veramente militante nell'una o nell'altra direzione, ma almeno un accenno – non so, magari qualche minuti dedicato all'intervento di chi in queste ore sta prendendo le manganellate – credo non sarebbe stata poi cosa sgradita, considerando anche l'intervento dei familiari di Federico Aldrovandi (e per il quale va un applauso a Grillo ed agli organizzatori...).
Perché nonostante il nostro si sia dimenticato di quella promessa fatta durante l'intervento ripreso nel video («tornerò e faremo ancora più casino»)la gente di Chiaiano, di Marano, di Terzigno non si è mai dimenticata di scendere in strada a protestare, nonostante la repressione di Stato stia diventando sempre più feroce, come è ben visibile in questo video: http://www.youtube.com/watch?v=bedvtRoqurw. Ma si sa che i c.d. leader – veri o presunti, acclamati dal popolo od auto-proclamatisi tali – conoscono il solo verbo della propaganda, per cui è meglio parlare di qualcosa di più serio. Innanzitutto il video che trovate in apertura di post, dal titolo “Una montagna di balle”. È il lavoro, anzi il lavoraccio – visti tempi e tema trattato – di un gruppo di videomakers (e la partecipazione speciale di Ascanio Celestini come voce narrante e di Marco Messina della 99 Posse alle musiche) che dal 2003 al 2009 ha documentato la lunga formazione di quella che poi ci è stata venduta – dalle forze politiche in combutta con l'apparato mediatico mainstream – come “emergenza”. Già, perché nel “caso munnezza napoletana” di tutto si può parlare tranne che di “emergenza”, a meno che non ci sia qualche imbroglio semantico in corso di cui non mi sono accorto. «Circostanza o eventualità imprevista» recita il mio buon Zingarelli nell'edizione 2007.
Di burocrazia si muore
Scritto da
Andrea Intonti
Pubblicato
2/23/2010 03:28:00 PM
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L'Aquila (Italia) - «Esecuzione forzata». Si può distruggere intere vite con due semplici parole? No, non intendo
distruzione “fisica”, a quella – in molti casi – ci ha già pensato il terremoto ad aprile. Mi riferisco a quella parte della vita costituità dalla dignità, dall'orgoglio di quelle tante donne e uomini che per quasi un anno sono stati presi in giro dal Governo Italiano, dalla Protezione Civile e – perché no? - anche da un Parlamento che passava il proprio tempo dietro a Berlusconi invece che guardare a chi, per antonomasia, gli dà legittimità: la gente.
Con due semplici parole gli organi gerarchicamente più elevati si sono tolti gli ultimi rimasugli di ipocrito cordoglio verso gli aquilani. Sì, perché quando ci sono le sciagure ci sono due tipi di sciacalli: quelli che passano durante le riprese (spesso messi lì pro domo del giornalista che così tira fuori il pezzo “strappalacrime”), e quelli che vengono dopo, a telecamere spente.
Quelli che vengono dopo, sono gli stessi che buttano in mezzo ad una strada una signora di 63 anni – Filomena Boccia si chiama – con una lettera di sole cinque righe nelle quali le si intima che, qualora non sia disposta a lasciare sua sponte la stanza della Caserma Campomizzi nella quale “abita” adesso, si dovrà ricorrere alla forza. La casa di Filomena è una delle tante case distrutte dal sisma, ma non sarebbe comunque stato possibile rientrarvi per un “piccolo” particolare: la casa di Filomena era inagibile, e lei ci abitava perché, se fosse andata ad abitare in una casa “vera”, anche per un periodo breve, avrebbe perso posizioni in quella speciale lotteria che è la graduatoria per le case popolari. È diventata una “senza dimora”, lei come tanti altri, non certo per sua volontà. Lo è diventata per volere altrui: di chi ha costruito L'Aquila su un area sismica, e di quella burocrazia, farraginosa e spesso superflua, che è uno dei grandi mali dell'Italia.
Come tanti altri, Filomena ha fatto richiesta per un alloggio alla Protezione Civile, ma si sa che gli interessi protetti dalla Protezione Civile sono quelli degli speculatori e di chi non è stato colpito dalla sciagura (per altro evitabilissima) dell'aprile 2009.
In una situazione del genere, una situazione di «rabbia ed esasperazione» come dicono gli stessi aquilani, una situazione che sta raggiungendo sempre più il punto di ebollizione, domenica gli aquilani hanno fatto quel che forse avrebbero dovuto fare fin dall'inizio: riprendersi la città. Hanno violato la “Zona Rossa” - così come consuetudine di altre proteste – e sono saliti lì, nei corsi del centro storico, sulle macerie che da quel 6 aprile campeggiano “a futura memoria”. Chi ha pianto, chi ha urlato, chi ha cantato i canti popolari, la protesta è stata civile, per quanto possa esserlo chi si vede preso in giro da circa un anno con promesse e contentini vari. Il massimo della ribellione è stato appendere le chiavi degli appartamenti sulle transenne e sulle reti di metallo che impediscono l'accesso alle strade. «La protesta delle mille chiavi» l'hanno chiamata.
Non so se Bertolaso sia colluso con cui, alle 3e32 del 6 aprile 2009 rideva e si fregava le
mani mentre faceva i conti su quanto avrebbe potuto guadagnarci da una sciagura simile o se, come lo stanno dipingendo un po' tutti, si è trovato solo a collaborare con le persone sbagliate (e non so quale delle due sia peggio, francamente...). So però che lui e chi si è occupato della – a questo punto – non-ricostruzione de L'Aquila dovrebbero non solo dimettersi dai propri incarichi, naturalmente senza attendere l'accettazione delle stesse da parte del Governo o dagli organi eventualmente preposti, e vergognarsi di quel che (non) hanno fatto, che siano delinquenti, inetti o affaristi senza scrupoli poco me ne cale. Perché prendere in giro cittadini la cui unica colpa è stata quella di abitare a L'Aquila, farci i teatrini a favore di telecamera e “mangiarci” sopra (sia in termini di affari che in termini mediatici) è una delle cose più immonde che la mente umana possa concepire.
Con due semplici parole gli organi gerarchicamente più elevati si sono tolti gli ultimi rimasugli di ipocrito cordoglio verso gli aquilani. Sì, perché quando ci sono le sciagure ci sono due tipi di sciacalli: quelli che passano durante le riprese (spesso messi lì pro domo del giornalista che così tira fuori il pezzo “strappalacrime”), e quelli che vengono dopo, a telecamere spente.
Quelli che vengono dopo, sono gli stessi che buttano in mezzo ad una strada una signora di 63 anni – Filomena Boccia si chiama – con una lettera di sole cinque righe nelle quali le si intima che, qualora non sia disposta a lasciare sua sponte la stanza della Caserma Campomizzi nella quale “abita” adesso, si dovrà ricorrere alla forza. La casa di Filomena è una delle tante case distrutte dal sisma, ma non sarebbe comunque stato possibile rientrarvi per un “piccolo” particolare: la casa di Filomena era inagibile, e lei ci abitava perché, se fosse andata ad abitare in una casa “vera”, anche per un periodo breve, avrebbe perso posizioni in quella speciale lotteria che è la graduatoria per le case popolari. È diventata una “senza dimora”, lei come tanti altri, non certo per sua volontà. Lo è diventata per volere altrui: di chi ha costruito L'Aquila su un area sismica, e di quella burocrazia, farraginosa e spesso superflua, che è uno dei grandi mali dell'Italia.
Come tanti altri, Filomena ha fatto richiesta per un alloggio alla Protezione Civile, ma si sa che gli interessi protetti dalla Protezione Civile sono quelli degli speculatori e di chi non è stato colpito dalla sciagura (per altro evitabilissima) dell'aprile 2009.
In una situazione del genere, una situazione di «rabbia ed esasperazione» come dicono gli stessi aquilani, una situazione che sta raggiungendo sempre più il punto di ebollizione, domenica gli aquilani hanno fatto quel che forse avrebbero dovuto fare fin dall'inizio: riprendersi la città. Hanno violato la “Zona Rossa” - così come consuetudine di altre proteste – e sono saliti lì, nei corsi del centro storico, sulle macerie che da quel 6 aprile campeggiano “a futura memoria”. Chi ha pianto, chi ha urlato, chi ha cantato i canti popolari, la protesta è stata civile, per quanto possa esserlo chi si vede preso in giro da circa un anno con promesse e contentini vari. Il massimo della ribellione è stato appendere le chiavi degli appartamenti sulle transenne e sulle reti di metallo che impediscono l'accesso alle strade. «La protesta delle mille chiavi» l'hanno chiamata.
Non so se Bertolaso sia colluso con cui, alle 3e32 del 6 aprile 2009 rideva e si fregava le
mani mentre faceva i conti su quanto avrebbe potuto guadagnarci da una sciagura simile o se, come lo stanno dipingendo un po' tutti, si è trovato solo a collaborare con le persone sbagliate (e non so quale delle due sia peggio, francamente...). So però che lui e chi si è occupato della – a questo punto – non-ricostruzione de L'Aquila dovrebbero non solo dimettersi dai propri incarichi, naturalmente senza attendere l'accettazione delle stesse da parte del Governo o dagli organi eventualmente preposti, e vergognarsi di quel che (non) hanno fatto, che siano delinquenti, inetti o affaristi senza scrupoli poco me ne cale. Perché prendere in giro cittadini la cui unica colpa è stata quella di abitare a L'Aquila, farci i teatrini a favore di telecamera e “mangiarci” sopra (sia in termini di affari che in termini mediatici) è una delle cose più immonde che la mente umana possa concepire.
Ammodernamento dell'Italia e ricostruzione in Abruzzo: alcune (particolari) connessioni?
Scritto da
Andrea Intonti
Pubblicato
4/09/2009 06:30:00 PM
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Di edilizia non ci capisco niente. Però in questi giorni - nelle cronache che arrivano dall' Abruzzo - ci sono due cose che mi hanno colpito: una è l'imbecillità di alcuni giornalisti del tg1 che o danno i dati auditel della catastrofe oppure, ancor peggio, bloccano le vie di accesso delle ambulanze per avere la "visuale migliore" per il servizio (inizio a chiedermi se non sia il caso di boicottare la rai come qualcuno paventava...). Ma vabbé, sui giornalisti-sciacalli c'è un'ampia e florida letteratura di cui non starò qui ad occuparmi.
Anche perché c'è un'altra cosa che mi ha colpito ancora di più:
come può una struttura di cemento armato crollare come fosse di cartapesta?
Ce l'avete presente tutti no? Ne hanno parlato nelle prime edizioni dei tg, poi più nulla. Chissà perché...
Beh, stamattina mi è arrivata una mail che mi permette di rispondere alla domanda di cui sopra: grazie ad Informazione Alternativa posso dirvi chi c'è dietro alla costruzione dell'ospdale. Ma prima vi elenco gli altri "possibili disastri" che sono stati affidati a questa ditta:
Cercando qualcosa in rete sulle motivazioni che spingono Sua Emittenza ad affidare qualunque cosa alla Impregilo mi imbatto in una "teoria del complotto" (cliccate qui) di qualche annetto fa evidentemente che mi "illumina", come si suol dire. Eh sì, perché tra i tanti che sono transitati in quella cosa brutta e sporca che risponde al nome di Impregilo spicca un nome: GEMINA della famiglia Romiti, i cui rapporti con Berlusconi - in quel gioco di scatole cinesi delle partecipazioni azionarie - sono noti ed evidenti. Evidenti come il fatto che tra i tanti che - a suo tempo - beneficiarono della depenalizzazione del falso in bilancio c'era proprio Cesare Romiti. Quale sia il "favore" che Sua Emittenza debba scontare francamente non l'ho capito, ma deve essere stato bello grosso se Romiti ce lo troviamo ovunque...Ovviamente all'appello manca un altro dei "fedelissimi" di Sua Emittenza (in realtà è un "fedelissimo" bipartisan, visto che viene usato sia da destra che da sinistra...) cioè "the Crow" Bertolaso, ed è inutile che stia a ripetere la faccenda Bertolaso-Impregilo dell'inchiesta "Rompiballe" no? Come dire, gira che ti rigira la gente sempre quella è. Se poi andiamo a considerare che i vertici - plurindagati- della Impregilo sono stati definiti da Sua Emittenza "eroi" (così come a suo tempo nominò Vittorio Mangano)beh..qualcosa su cui riflettere ci sarebbe (vedasi lista di cui sopra e sismicità del territorio italico su tutto), o no?
In chiusura vi lascio una "chicca": un bel dossierino sulla Impregilo: http://www.terrelibere.it/impregilo.htm .
Anche perché c'è un'altra cosa che mi ha colpito ancora di più:
come può una struttura di cemento armato crollare come fosse di cartapesta?
Ce l'avete presente tutti no? Ne hanno parlato nelle prime edizioni dei tg, poi più nulla. Chissà perché...
Beh, stamattina mi è arrivata una mail che mi permette di rispondere alla domanda di cui sopra: grazie ad Informazione Alternativa posso dirvi chi c'è dietro alla costruzione dell'ospdale. Ma prima vi elenco gli altri "possibili disastri" che sono stati affidati a questa ditta:
- Emergenza rifiuti a Napoli;
- Alta Velocità Ferroviaria (la TAV)per la quale spenderemo qualcosa come 66 milioni di euro. Sarebbero 32 (a fronte dei 10 spesi dalla Francia e dei 9 spesi dalla Spagna), ma sappiamo - per stessa ammissione dell'ex ministro Bianchi (governo Prodi)- che qualcuno ci deve mangiare sopra. Altrimenti non sarebbe un appalto italiano no? (qui la prima parte del video de Le Iene in merito...)
- Autostrada Salerno-Reggio Calabria. Proprio in questi giorni questa ditta ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi. (cliccate qui per l'approfondimento);
- Ponte sullo Stretto di Messina;
- Centrali Nucleari.
Cercando qualcosa in rete sulle motivazioni che spingono Sua Emittenza ad affidare qualunque cosa alla Impregilo mi imbatto in una "teoria del complotto" (cliccate qui) di qualche annetto fa evidentemente che mi "illumina", come si suol dire. Eh sì, perché tra i tanti che sono transitati in quella cosa brutta e sporca che risponde al nome di Impregilo spicca un nome: GEMINA della famiglia Romiti, i cui rapporti con Berlusconi - in quel gioco di scatole cinesi delle partecipazioni azionarie - sono noti ed evidenti. Evidenti come il fatto che tra i tanti che - a suo tempo - beneficiarono della depenalizzazione del falso in bilancio c'era proprio Cesare Romiti. Quale sia il "favore" che Sua Emittenza debba scontare francamente non l'ho capito, ma deve essere stato bello grosso se Romiti ce lo troviamo ovunque...Ovviamente all'appello manca un altro dei "fedelissimi" di Sua Emittenza (in realtà è un "fedelissimo" bipartisan, visto che viene usato sia da destra che da sinistra...) cioè "the Crow" Bertolaso, ed è inutile che stia a ripetere la faccenda Bertolaso-Impregilo dell'inchiesta "Rompiballe" no? Come dire, gira che ti rigira la gente sempre quella è. Se poi andiamo a considerare che i vertici - plurindagati- della Impregilo sono stati definiti da Sua Emittenza "eroi" (così come a suo tempo nominò Vittorio Mangano)beh..qualcosa su cui riflettere ci sarebbe (vedasi lista di cui sopra e sismicità del territorio italico su tutto), o no?
In chiusura vi lascio una "chicca": un bel dossierino sulla Impregilo: http://www.terrelibere.it/impregilo.htm .
Bertolaso dimettiti!
Scritto da
Andrea Intonti
Pubblicato
4/07/2009 06:33:00 PM
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[clicca qui: http://zonesismiche.mi.ingv.it]
Lo chiamavano "il Corvo", come il film portato al successo da Brandon Lee. Perché dove c'è lui c'è una catastrofe. Alluvioni, terremoti, cataclismi di varia natura e lui è sempre lì. Peccato che ci arrivi sempre dopo. Prima è intento a dare dell'"imbecille" a chi gli dà contro [sembra che usi il termine così come Vittorio Sgarbi usa "culattone", come intercalare...]. Lo aveva fatto contro quegli "imbecilli" che avevano parcheggiato male le barche, lo ha rifatto nei giorni scorsi, quando ha additato con tale epiteto il sig. Giampaolo Giuliani (ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, quindi non proprio quello che si dice un "predicatore solitario"...) e come se non bastasse lo ha anche denunciato per procurato allarme. Raccolgo la "provocazione" (ma fino ad un certo punto) di Beppe Grillo e la rigiro qui sul blog: chi denunzierà Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, per procurati morti? Perché è di questo che si tratta. Ogni volta che c'è un disastro annunciato, come nel caso del disastro abruzzese [qui l'intervista al sig. Giuliani] lui ci arriva sempre dopo. Quando invece le cose si potrebbero tranquillamente non dico prevenire (parola di cui in questo paese non si conosce il significato), ma per lo meno tentare di arginare. Gli hanno affidato la soluzione del "problema rifiuti" campano, e nonostante i proclami di Sua Emittenza la questione è ancora lì (chiedete agli abitanti di Chiaiano, ad esempio...), c'era nella disastrosa alluvione sarda (e da quel che so anche lì era stata prevista), e c'era nei giorni scorsi, quando a nulla sono serviti gli allarmi su ciò che sarebbe stato. Ma si sa, in questo paese si arriva sempre un secondo dopo. In tutto. Diciamo che il suo nome è purtroppo da collegarsi ai grandi disastri di questi anni (per usare un'espressione di Gasparri, riferita però al predecessore di Bertolaso, cioè Franco Barberi) potremmo dire che l'attuale ruolo di Bertolaso è quello di "sottosegretario alla Sfiga".
"La Protezione Civile ha commesso un grave errore, dimostrando prima di tutto una carenza di umiltà screditando gli studi di unricercatore che vorrei sottolineare" - dice Riego Gambini, responsabile del portale meteo Riviera Picena - "non è andato ad informare la stampa ma le istituzioni, senza considerare le mancate misure preventive rispetto alle sue ipotesi che ad oggi avrebbero potuto essere di aiuto alla popolazione colpita dal sisma"."E' vero" - continua Gambini - "nessuno di noi è ancora i grado di prevenire con esattezza eventi sismici, ma come è possibile screditare il lavoro scientifico di un ricercatore addirittura querelandolo, senza neanche prendere in considerazione la possibilità di adottare misure preventive? Bertolaso ha delle responsabilità in questo nella sua qualità di capo della protezione Civile e per questo dovrebbe ammettere l'errore commesso e rassegnare le sue dimissioni". Anche perché non crediate che il dott. Bertolaso (perché è di questo che si tratta, di un medico "che aiuta i negletti", come lui stesso dice) sia un'"anima candida" (vabbè, solo un fesso crederebbe che per arrivare a certi livelli si sia "immacolati"...): "colossale opera di inquinamento del territorio, posta in essere anche grazie a connivenze presenti ai più alti livelli e perseguita anche confidando nella possibilità di nascondere, proprio sotto le tonnellate di quei rifiuti (quelli campani, ndr) che si dovrebbero smaltire correttamente, la pessima gestione degli stessi"; ancora "Assoluta lontananza dall'anelito, o quantomeno, dal "mero" dovere di garantire il rispetto della legge e, attraverso queta, la tutela degli interessi pubblici sottesi, in favore di una attività preordinata solo a garantire l'apparenza della propriea efficienza ed efficacia di funzionari addetti"; "traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa". Sono alcuni dei passaggi dell' inchiesta "Rompiballe" sui rifiuti napoletani, nella quale sono stati accusati Bertolaso e gli uomini del suo staff [casualmente gran parte delle posizioni sono state stralciate...ma chissà perché??].
Io dico - in chiusura - una cosa che secondo me è di un'ovvietà disarmante, ma che forse lo è solo per me, visto che non viene fatto mai: chi sbaglia va a casa. Chi non è capace di fare il proprio mestiere (vuoi per incapacità, vuoi per "amicizie particolari" o quant'altro) deve essere rispedito immediatamente e senza troppi ringraziamenti a casa. Magari sostituendolo con qualcuno che è più capace (tipo a capo della protezione civile uno che si intende di calamità naturali è troppo difficile da individuare?). Quindi - oltre ad aggiungermi al cordoglio per la tragedia abruzzese - mi aggiungo anche alle - fortunatamente tante - voci che chiedono le dimissioni di Guido Bertolaso da capo della Protezione Civile.
Firmate la petizione, cliccando qui: http://www.firmiamo.it/bertolasodimettiti
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