Roma - manifestazione contro la legge-bavaglio. Diretta streaming

Da circa un'ora (dalle 17) e fino alle 24 a Roma si sta manifestando contro la legge bavaglio. Come in altre occasioni Señor Babylon si aggiunge alla lunga lista di "megafoni" perché per quanto creda che il bavaglio se lo siano messi già da qualche anno gli stessi giornalisti (ne ho parlato a più riprese in vari post...) sono dell'idea che tutti (o quasi, diciamo che con una trasmissione in streaming di CasaPound avrei non pochi problemi) debbano avere diritto di parola, per cui

Buona visione...
http://www.sevenow.tv
...e Buona Democrazia a tutti!

Perché tutti abbiamo lo stesso sangue e sotto il sole la stessa ombra.

Da qualche parte nel deserto vicino a Tindouf (Algeria, Sahara Occidentale) – Secondo gli storici sahara greci la storia è ciclica. Non succede mai niente di nuovo, assistiamo sempre alla riproposizione di qualcosa che è già avvenuto. Magari secoli addietro piuttosto che decenni, ma niente di nuovo. Se in questo momento mi trovassi davanti uno di questi storici greci gli chiederei se è vero che la storia è ciclica, come si definisce quella storia che si ripete nello stesso identico momento, con l’unica differenza nella dislocazione geografica? Prendiamo per esempio la storia del popolo palestinese, che più o meno conosciamo tutti: da oltre un secolo le loro terre vengono quotidianamente stuprate dagli anfibi dei militari e dei cittadini degli insediamenti israeliani senza che nessuna di quelle “istituzioni democratiche” – tantomeno gli stati che ne fanno parte -muova un dito per porre fine allo stupro.

Ma questo non succede solo in Palestina. La stessa cosa accade al confine tra il Cile e l’Argentina, dove da ormai quattro secoli il popolo Mapuche lotta – ignorato dalla maggior parte della comunità internazionale e dai suoi media – per riottenere quelle terre che i Conquistadores, quei criminali in Europa descritti come “eroi” in quel sovvertimento semantico delle parole che tanto ci piace per cui chiamiamo “terrorista” un popolo che lotta per la sua terra o “esportazione della pace” una guerra, gli hanno ingiustamente sottratto. E come i Mapuche si comportano i Sahrawi, l’unico popolo ad avere ricreato uno “stato in esilio” nella storia umana. Ma procediamo per gradi.

  • Un po’ di storia…

Con la conferenza di Berlino del 1884/85 gli europei si spartirono – con l’ausilio di righello e squadra – il continente africano. Questa non fu solo una spartizione di terre, ma fu anche e soprattutto la distruzione di società secolari, di tessuti sociali perfettamente equilibrati e, spesso, distruzione di intere famiglie, con fratelli che si trovavano dall’una e dall’altra parte di quelle strane e non certo naturali (ancor più se decise a tavolino…) invenzioni denominate “confini” che, fin dai tempi dell’Impero romano, altro non sono che il tentativo di definire su cosa – e soprattutto su chi – un’entità statale ha proprietà. Se poi consideriamo che, in particolare nella zona desertica, il continente africano era attraversato spesso da comunità nomadi (come i Kel Tamahaq – che in Occidente sono insultati col nome di “tuareg”- o gli stessi Sahrawi) possiamo immaginare che razza di shock sociale possa essere stato quello di ritrovarsi, ad un certo punto del cammino, dinanzi a barriere doganali, muri e protezioni varie presidiate giorno e notte da persone in divisa.