Visualizzazione post con etichetta emergenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emergenza. Mostra tutti i post

Processo parcheggi Catania, l'accusa presenta i quesiti per la nuova perizia

foto: comuniclab.it
Questo articolo lo trovate anche su InfoOggi.it http://www.infooggi.it/articolo/processo-parcheggi-catania-laccusa-presenta-i-quesiti-per-la-nuova-perizia/26937/

Catania, 21 aprile 2012 – Nei giorni scorsi, parlando del processo sui parcheggi catanesi[1] avevamo visto come al centro del dibattimento fosse stata posta la perizia che portò, in primo grado, all'assoluzione dell'ex sindaco Scapagnini – all'epoca dei fatti anche Commissario straordinario per il rischio sismico e per l'emergenza traffico – Salvatore D'Urso, ex direttore dell'ufficio speciale per l'emergenza traffico e sicurezza sismica, tre componenti della Commissione di valutazione tecnico-giuridica (Giovanni Laganà, Salvatore Fiore e Mario Arena) nonché degli imprenditori Ennio Virlinzi, Domenico “Mimmo” Costanzo e del fratello Sebastiano, rappresentanti legali delle ditte che avrebbero dovuto realizzare i progetti. La perizia fu giudicata da Giuseppe Gennaro, l'allora pubblico ministero, «insufficiente ad accertare la questione». Per questo l'accusa – rappresentata ora dal sostituto procuratore generale Domenico Platania – ne ha richiesta una nuova, che dovrà rispondere ai sei quesiti presentati dallo stesso procuratore nella giornata di ieri, ovvero:

1) Se le procedure per la scelta del promotore e successivamente del concessionario nei quattro progetti di finanza per cui è processo siano state conformi alle norme di legge e di regolamento che all'epoca dei fatti disciplinavano la materia, tenuto anche conto dei poteri di deroga conferiti al Sindaco di Catania, quale Commissario Straordinario per il rischio sismico e l'emergenza traffico, all'articolo 2 della Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri numero 3259 del dicembre 2002;

2) Se i progetti elaborati e presentati dalle imprese concorrenti alla gara per la scelta del promotore possedevano i requisiti di economicità prescritti dalla legge e se dette imprese offrivano adeguate garanzie finanziarie per la successiva realizzazione dell'opera, effettuando partitamente la valutazione comparativa della convenienza economico-reddituale;

3) Se le modifiche progettuali pattuite successivamente alla concessione per i parcheggi Europa e Lupo abbiano comportato una modifica sostanziale dell'opera pubblica, tale da rendere necessaria una riapertura della gara per la tutela della par condicio con altri concorrenti anche potenzialmente interessanti alla realizzazione dell'opera;

4) Se le modifiche progettuali per i parcheggi Europa e Lupo possano avere comportato un danno per il Comune di Catania ovvero un ingiusto vantaggio patrimoniale per le imprese conseguenziale alla diversa redditività delle botteghe commerciali rispetto alla gestione degli stalli di superficie;

5) Se possa considerarsi conforme alla normativa in tema di finanza di progetto, nonché alla tutela della par condicio tra i partecipanti alla gara, anche potenziali, con riferimento al parcheggio Asiago, la modifica del sito di realizzazione effettuata dal promotore, rispetto a quello previsto nella fase prodromica, con il progetto esecutivo oggetto della gara ad evidenza pubblica per la assegnazione della concessione, e se tale modifica abbia potuto comportare un danno per l'ente pubblico ovvero un vantaggio patrimoniale ulteriore ed indebito per i promotori, nel caso in cui (come poi verificatosi) risultassero comunque aggiudicatari;

6) Se, per il parcheggio Verga, sia stata assegnata dal Commissario Straordinario e dal Responsabile Unico del Procedimento alla impresa aggiudicataria, in violazione dell'articolo 832 codice civile, un'area pubblica appartenente in parte al demanio dello Stato e della quale il Comune di Catania non aveva la disponibilità.

Note
[1] http://senorbabylon.blogspot.it/2012/04/catania-nuova-perizia-sui-parcheggi.html

Catania, nuova perizia sui parcheggi mentre il Tar blocca il centro commerciale sul lungomare

foto: ctzen.it
Questo articolo lo trovate anche su InfoOggi.it http://www.infooggi.it/articolo/catania-nuova-perizia-sui-parcheggi-mentre-il-tar-blocca-il-centro-commerciale-sul-lungomare/26692/

Catania, 15 aprile 2012 – Dopo il rinvio di marzo, davanti ai giudici della terza sezione della Corte d'Appello catanese è iniziato ne giorni scorsi il secondo grado del processo riguardante i progetti dei parcheggi, che in primo grado – conclusosi il 30 marzo dello scorso anno – aveva visto l'assoluzione di tutti gli imputati ed il dissequestro delle aree del cantiere, cioè l'ex sindaco ed attuale parlamentare del Popolo della Libertà Umberto Scapagnini in qualità di commissario per l'emergenza traffico, Salvatore D'Urso, all'epoca dei fatti direttore dell'ufficio speciale per l'emergenza traffico e sicurezza sismica, tre componenti della Commissione di valutazione tecnico-giuridica dei progetti, cioè Giovanni Laganà, Salvatore Fiore e Mario Arena, nonché gli imprenditori Ennio Virlinzi, Francesco Domenico “Mimmo” Costanzo e suo fratello Sebastiano.

Tutto nasce nel 2002, quando Scapagnini – nella doppia veste di sindaco e commissario – predisponeva un piano di alleggerimento del volume del traffico urbano attraverso aree di sosta e parcheggi di scambio. Le zone prescelte per queste aree – entrate nelle indagini della Procura e del Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata (il Gico) della Guardia di Finanza – furono Piazza Europa (di cui parlavamo un paio di settimane fa[1]), Piazza Lupo, Piazza Giovanni Verga e via Asiago, per un progetto che vide in tutto la progettazione di nove parcheggi cittadini sfruttando gli 850 milioni di euro messi a disposizione dal governo, al cui vertice c'era Silvio Berlusconi.
L'accusa contesta non solo l'uso della gestione emergenziale – accentrata nelle mani di Scapagnini e D'Urso – come espediente per realizzare opere altrimenti non cantierabili, ma anche – e soprattutto – il modo in cui furono assegnati gli appalti in project financing, con il quale si permette ai privati che si occupano della realizzazione delle opere pubbliche, di poterne avere un tornaconto economico per un certo periodo di tempo. Ma, secondo la Procura, a questo punto i piani originari vennero cambiati, modificando la destinazione d'uso dei parcheggi. Per il parcheggio di Piazza Europa, ad esempio, fu previsto un quarto piano rispetto ai tre concordati, nonché la creazione di un'area commerciale intorno al parcheggio. Così come il parcheggio che sarebbe dovuto sorgere in via Asiago venne letteralmente spostato sotto piazza Ariosto.
A D'Urso vengono contestate varie irregolarità, come l'aver fissato in soli undici giorni il termine per la presentazione delle domande per concorrere alla gara d'appalto

Speculazioni "popolari"



Via Bravetta, Roma.13 anni passati in un residence. Poi - di punto in bianco - italiani e stranieri [per lo più regolari...] vengono sbattuti fuori dall'allora giunta Veltroni. Così, senza avvisi e senza apparenti "colpe" [mentre i palazzinari stanno belli tranquilli...]...Via Bravetta è solo uno dei tanti esempi di un'emergenza che va oltre la c.d. "emergenza sicurezza". Si chiama "emergenza abitativa". Ma nessuno - o quasi - ne parla....
Gli alloggi di edilizia sociale oggi disponibili sono 952.800, a fronte di 2.580.000 famiglie che ne avrebbero pieno diritto. Sono questi i dati – aggiornati al novembre 2008 – presentati nel rapporto degli edili della CGIL. Questi dati indicano – specifico, ma non ce ne sarebbe alcun bisogno – che più della metà delle persone che vivono in affitto in realtà non potrebbe permettersi di pagare un canone di locazione. “Una delle cose che mancano, nel cosiddetto Piano Casa del Governo, è esattamente il sostegno a coloro che vivono in affitto, a coloro che sono sfrattati, alla costruzione di alloggi popolari” dice Guglielmo Epifani, segretario generale CGIL, commentando i dati di uno studio del Sunia [Sindacato unitario nazionale degli inquilini e assegnatari di case] secondo cui senza misure di sostegno al reddito delle famiglie in affitto nel triennio 2009-2011 si prevede che altre 150.000 famiglie [quindi, facendo un paio di calcoli – ipotizzando un nucleo familiare minimo composto da 2 persone – circa 300.000 persone] subiranno uno sfratto per morosità. Che, in termini “caserecci”, vuol dire che si ritroveranno in mezzo ad una strada.
Da cosa deriva tale situazione?
Causa principale non è – come sarebbe logico pensare – la richiesta di chi una casa non ce l'ha. Il “problema” [anche se francamente faccio fatica a definire “problema” dei diritti sacrosanti di ogni individuo] è costituito per lo più da chi una casa ce l'ha, ma non riesce a pagarne l'affitto. E questo è causa della conformazione stessa del mercato immobiliare italiano che, nell'ultimo decennio è andato a soddisfare per lo più una richiesta di abitazione “per proprietà” non rispondendo ai fabbisogni delle fasce sociali più deboli. A ciò, poi, si aggiungano i soliti profitti speculativi di chi non si rende conto – vuoi per stupidità, vuoi per interesse – che un'abitazione [sulla quale dal mio punto di vista si basa la dignità sociale di un individuo, insieme ad un lavoro dignitoso] non può subire le stesse regole di un mutuo bancario. Basta guardare a quei micro-scandali che ogni tanto scoppiano quando si parla di “affitti in nero”.
Come si può risolvere questa situazione?
Beh, sicuramente ampliando l'offerta di “edilizia popolare”. In rapporto con gli altri paesi europei, infatti, l'Italia registra una tra le più basse percentuali di alloggi di edilizia sociale pubblica pari al 4% a fronte del 36% dell'Olanda, del 22% dell'UK e del 20% della media comunitaria. Dagli anni '80 l'offerta abitativa pubblica nel nostro paese si è ridotta del 90%,
Io noto, nonostante l'enorme distanza “ideologica” che ci divide, che alcune buone idee sul “Piano Casa” potrebbero venire addirittura dal c.d. “Mutuo Sociale” proposto da Forza Nuova, in particolare ove si verifichi la vendita delle abitazioni a prezzo di costo [quindi senza alcuna possibile speculazione sulle spalle delle famiglie affittuarie, per lo più composte da operai o comunque da famiglie monoreddito] e laddove si pone come punto principale per la richiesta di un alloggio che nessun componente del nucleo familiare richiedente risulti proprietario di immobile.
Io chiedo – da ignorante in materia – se non sia il caso di rivedere tutto ciò che intorno all'”abitare” ruota. In particolare sull'abitare “sociale”, laddove vengano detassate abitazioni di coloro per cui pagare un affitto non è un problema. Ad esempio introducendo una tassazione proporzionale al reddito lordo, che presupporrebbe anche un aumento dei controlli fiscali per fare in modo che chi si ritrova con l'attico in pieno centro a Roma non si ritrovi a pagare meno di chi abita in un monolocale nella periferia sperduta e dimenticata da Dio.
Perché l'abitazione è un diritto. E sui diritti non si specula.