| Il Federal Bureau of Investigation ha contrastato il movimento OccupyWallStreet trattandolo come una cellula terroristica dormiente sul suolo americano. È quanto emerge da documenti parzialmente desecretati e resi disponibili dal Partnership for Civil Justice Fund dai quali risulta come, per combattere il dissenso anti-capitalista di Zuccotti Park, si siano utilizzate strategie e collegamenti dello spionaggio antiterrorista. Con le grandi corporation economiche e finanziarie a giocare un ruolo fondamentale. |
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| fonte: adbusters.org |
Washington (Stati Uniti) – L'Fbi ha scatenato una guerra contro il movimento Occupy, tanto da definire la necessità di «un piano per ucciderne la leadership attraverso l'uso di fucili da cecchino».
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| Screenshot del documento FBI-OWS 7-1175251-001, pagina 61 |
È quanto emerge dalle ricostruzioni giornalistiche e della rete dopo il rilascio di alcuni documenti fortemente censurati della polizia federale americana alla fine di dicembre[1] e messi a disposizione dal Partnership for Civil Justice Fund (da ora, per brevità, PCJF) che ne aveva fatto più volte richiesta tramite il Freedom of Information Act che «obbliga la pubblica amministrazione a rendere pubblici i propri atti e rende possibile a tutti i cittadini di chiedere conto delle scelte e dei risultati del lavoro amministrativo». Ma nei frammenti di 112 pagine che Mara Verheyden-Hilliard - direttrice esecutiva del PCJF – definisce «la punta dell'iceberg»[2] – c'è scritto chi ha realmente gestito, e come, il pugno di ferro (crackdown, secondo la Verheyden-Hilliard[3]) contro il movimento di protesta. Non limitandosi ai soli cecchini.
Possono gli Stati Uniti definire protesta sociale (derivante dagli alti livelli di disoccupazione, secondo le preoccupazioni dell'Fbi della Florida) e terrorismo - internazionale e nazionale - sullo stesso livello di pericolosità, in particolare se quei movimenti di protesta sono più volte richiamati nei documenti come «non violenti»? Possono quegli stessi Stati Uniti permettere che, in nome della “guerra al terrorismo” lanciata dall'amministrazione Bush ed incrementata sotto Barack Obama, il Federal Bureau of Investigation si trasformi in «un'agenzia d'intelligence de facto di Wall Street e di Corporate America» (cioè l'insieme delle grandi holding statunitensi, ndr[4])?
Nazisti, hackers, terroristi e manifestanti. In un documento datato 9 dicembre 2011 si parla di un incontro tenutosi due giorni prima nel quale due analisti appartenenti al Field Intelligence Group di Memphis - i cui nomi rimangono segretati - hanno presentato un powerpoint sulle minacce terroristiche da porre all'attenzione del Joint Terrorism Task Force (una partnership tra varie agenzie, tra cui l'Fbi e il Dipartimento per la Sicurezza Interna, nata per fronteggiare il terrorismo interno ed internazionale dopo l'11 settembre). Insieme alla minaccia neonazista dell'Aryan Nation[5] e a quella terroristica portata dalla diffusione di Inspire[6], il primo magazine in lingua inglese realizzato da Al Qaeda nella penisola araba - la versione yemenita del gruppo terroristico - si trovano il gruppo di hackers di Anonymous ed il movimento di Occupy Wall Street.
Se le prime tre sono - nell'ottica statunitense - preoccupazioni condivisibili, può apparire meno comprensibile l'inserimento in questa lista anche del movimento di Zuccotti Park. A meno di non tornare di nuovo a leggere le carte. Al di là dell'”effetto” cecchino.



