L'amministrazione Obama tra armi e videogiochi. In mezzo la National Rifle Association]
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| Obama con il nuovo capo della Cia, John Brennan (foto: whec.com) |
Washington (Stati Uniti) - Il rapporto tra industria militare – legata indissolubilmente a quella delle armi – e industria dei videogiochi è in qualche modo circolare. Se, infatti, i primi simulatori arrivano proprio dal mondo militare che ha poi fornito esperti allo sviluppo commerciale del settore, non è un mistero che oggi il flusso si sia invertito, con il mondo militare a beneficiare della diffusione dei giochi a carattere bellico nel mondo civile. L'idea è semplice: organizzare la violenza e l'eccesso di adrenalina che può venir fuori da giochi simili – è bene ricordare l'assenza di studi che confermino il legame tra videogiochi e violenza – tentando di mettere una divisa addosso ai videogiocatori più coinvolti, forti anche della recessione economica con la quale è diminuita una fuga di massa che nel biennio 2007-2008 è arrivata – come scrive il Telegraph nell'aprile 2011[1] – a toccare quota 15.000 soldati all'anno che decidevano di rientrare nel mercato del lavoro civile. Dal mondo civile a quello militare si passa attraverso l'addestramento dove, come scrivono Barry Meier ed Andrew Martin nell'articolo del New York Times[2], massiccio sta diventando negli ultimi anni l'uso di giochi come Call of Duty o una versione riadattata alle esigenze di Doom della id Software – il gioco a cui giocavano Eric Harris e Dylan Klebold, artefici della strage alla Columbine High School – nel quale mostri e armi di fantasia venngono sostituiti con rappresentazioni di armi reali ed esseri umani. Reclutare ed addestrare attraverso un linguaggio che si pone esattamente al centro tra il mondo civile dei videogiocatori e quello militare dei corpi d'élite da questi impersonati attraverso i joystick.
Un esempio di come il mondo della guerra virtuale si stia avvicinando a quello reale
EA Medal of Honor - MOH Experience 2: Gunfighters
Collateral Murder - Wikileaks - Iraq
La sintesi perfetta arriverebbe da un posto a pochi chilometri da Clovin, New Mexico, dove si trova la Cannon Air Force Base, una delle sedi dell'aeronautica militare americana. È da qui che partono i famigerati droni, al secolo “aeromobile a pilotaggio remoto”. Per guidarli non serve nient'altro che un joystick, come quelli che si usavano fino a non troppi anni fa nelle sale giochi. Un modo di fare la guerra sicuramente meno pericoloso per i militari. Finito il turno al joystick, infatti, quelli del New Mexico si alzano, si mettono in auto, e tornano dalle loro famiglie. Con gli stessi dubbi etici di chi sta in prima linea.


