Bolivia, Venezuela, organizzazioni come Via Campesiña e Attac, attivisti come la canadese Naomi Klein ed il francese José Bové si sono riuniti in Bolivia per studiare un "piano B" dopo lo scontatissimo fallimento della Conferenza sul clima di Copenaghen del dicembre scorso per fermare l'operato dei paesi industrializzati, delle multinazionali e dei sistemi di Potere che utilizzano gran parte delle terre del mondo come pattumiera per i loro affari.
I due punti fondamentali con cui i partecipanti alla conferenza dovranno presentarsi alla Conferenza sul clima che le Nazioni Unite terranno nel prossimo dicembre in Messico riguardano principalmente la costituzione di un Tribunale per la Giustizia Climatica e l'assunzione, da parte dei paesi industrializzati, della responsabilità per la distruzione del nostro pianeta tramite il pagamento del debito climatico.
Per adesso, i lavori riguardano quattro voci principali (che traduco e riporto dal bollettino informatico di ieri):
Gruppo 2. Armonia con la natura.
- proposte iniziali:
- Cercare/identificare azioni per combattere la fame, che è un'altra delle conseguenze del cambiamento climatico;
- Promuovere la protezione della Terra partendo dalle scuole, tramite l'educazione e la creazione di una coscienza collettiva;
- Proibire l'imboscamento con piantagioni di eucalipto che danneggiano la qualità del suolo;
- Cambiare lo stile di vita dei cittadini tramite la condivisione di azioni che portino alla conservazione della madre terra.
Gruppo 12. Finanziamento
- conclusioni iniziali:

