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Messico, insabbiare il narcotraffico nonostante i morti


Hermosillo (stato di Sonora, Messico), 18 ottobre 2011 – «10 mil por policía municipal muerto». «10 mila (pesos, ndr) per un poliziotto morto». Tanto vale la vita di un poliziotto a Hermosillo, dove qualcuno – nella Colonia del Razo, nel pieno centro della città – ha scritto questo messaggio ritrovato all'alba di martedì scorso[1]. E mentre ad Hermosillo si fa il conto di quanti pesos si possono guadagnare uccidendo poliziotti, a Veracruz, nella baia di Campeche (Golfo del Messico) si continua a fare il conto dei morti ritrovati per strada. Dieci corpi con evidenti segni di tortura, sono stati ritrovati martedì scorso nei pressi della colonia Sentimientos de la Nación[2].

Cento morti in cento giorni. È quello a cui stanno assistendo i cittadini di Veracruz, diventata uno dei principali centri della guerra per il controllo del territorio dei cartelli messicani, in particolare da quando – lo scorso settembre, con un comunicato visibile anche su YouTube[3] si è presentato un nuovo gruppo criminale, denominato “Mata-Zetas” (“Uccidi-Zeta”), il cui compito, stando alle parole del portavoce anonimo, è esclusivamente quello di sterminare il cartello dei “Los Zetas”, attualmente il gruppo più potente tra i narcos. «L'intenzione è far sapere ai cittadini veracruzani che questo flagello della società (Los Zetas) non è invincibile», continua il portavoce del gruppo, in realtà nient'altro che l'ennesimo “sottogruppo” del Cartello di Sinaloa, il più importante tra i cartelli in lotta contro gli uomini della zeta.
«L'abbandono di 35 corpi nel cuore della zona alberghiera (zona hotelera) di Boca del Rio, a Veracruz, il 19 settembre scorso rappresenta un “prima e un dopo”, un episodio chiave per il controllo di gran parte del movimento della droga in Messico», dice Arturo Matiello, presidente del Consiglio di partecipazione cittadina della Procura generale della Repubblica (Consejo de Participacion Ciudadana de la Procuradoria General de la Republica, PGR) dello stato. Questo perché le strade di Veracruz, situata a sud-est, mettono in contatto praticamente tutto il paese e, continua Matiello, «chi controlla Veracruz controlla il 50% del traffico di tutto il Messico».