P2, P3, P4: Chi comanda in Italia? (Le inchieste di Gianluigi Nuzzi - Puntata 29/05/2013)

Cricche, comitati d’affari, network orizzontali si annidano nelle pieghe del potere istituzionale. Uomini che si nutrono di relazioni e fanno da cerniera occulta tra politica, economia, amministrazioni. Sono loro i veri potenti italiani?

Luigi Bisignani ai microfoni di "Le Inchieste di Gianluigi Nuzzi". Il giornalista racconta il lato serio della denuncia della trasmissione "Le Iene" sul ruolo dei gruppi di pressione in Italia (per chi volesse approfondire, ne ho chiesto qualche mese fa alla dottoressa Maria Cristina Antonucci, ricercatrice in Scienze sociali presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e docente di Sociologia dei fenomeni politici all'Università di Roma Tre. Le quattro parti dell'intervista le trovate al termine di queste poche righe).

Perché in qualunque forma di governo esiste il cosiddetto "Potere", espressione-ombrello che indica tutto e niente. Così come ne esistono le sue derive criminali che, come ai tempi della Commissione Anselmi, devono essere denunciate. Credere però che a gestirlo siano solo quel migliaio di parlamentari che ogni tanto vengono intervistati sui mezzi di informazione è però una gross(olan)a ingenuità.

Qui l'intervista alla dottoressa Antonucci:
Democrazia, partiti e utilità del lobbismo (1/4);
Lobby, Europa e società civile organizzata (2/4);
Lobbisti, faccendieri e stereotipi (3/4);
Lobby, Regione, dibattito. (4/4)

Teoria delle notizie lente. Peter Laufer scrive il manifesto delle "Slow News"

foto: liquida.it

«Slow down and go deeper». «Rallenta e approfondisci». Bastano due parole per riassumere un intero libro, “Slow news. Manifesto per un consumo critico dell'informazione”, scritto nel 2011 da Peter Laufer, giornalista californiano (NBC News, San Francisco Chronicle, Washington Post tra gli altri), documentariasta e conduttore di talk-show nonché insegnante di giornalismo alla Oregon School of Journalism. 

Più che un libro, il manifesto scritto da Laufer è un appello, una risposta alla connessione perenne alle notizie di chi non può fare a meno di conoscere prima degli altri l'ultimo dettaglio dell'ultima notizia, e dunque tiene la televisione fissa su uno dei tanti canali all news ascoltando le stesse notizie a ciclo continuo per tutto il giorno, controlla newsletter e aggregatori rss o quello che viene postato dai suoi “amici” di Facebook o dai suoi “following” su Twitter e quando non è in casa attiva sms e connessione internet dal telefonino di ultima generazione. «Ecco dunque la regola Slow News: se deve finire per diventare una riga nelle pagine interne del giornale di domani, non perdete tempo con la storia mentre si sta verificando», è uno dei primi inviti – 28 in tutto, sotto forma di regole – al buen vivir informativo, abbandonando l'autostrada e il «camminare a 200 all'ora» per inoltrarsi in sentieri diversi, come avrebbe detto Tiziano Terzani.

Quello che invita a fare Laufer attraverso la "teoria delle notizie lente" a chi l'informazione la fa e a chi la subisce – consumo in ambedue i casi – è, appunto, rallentare, abbandonare la necessità (indotta) dell'”ultimo dettaglio minuto per minuto” per conoscere «le notizie di ieri, domani» come recita lo slogan del suo movimento. «Molto raramente una notizia è così importante per la nostra immediata esistenza da dover conoscere momento per momento qualunque cosa sappiano (o non sappiano) i canali di informazione», «a meno che l'epicentro del terremoto non sia davanti alla porta di casa vostra», si legge nel libro.

Così come è importante consumare criticamente ciò che mangiamo, in egual misura è fondamentale informarsi masticando bene (regola 21) e conoscendo gli ingredienti della nostra dieta, in una ideale prosecuzione dell'altro – e più noto – movimento slow” ideato da Carlo Petrini.

Basta, dunque, alle “junk-news”. Perché per quanto l'agenda sia dettata dai media, quel che bisogna ricordare – riecheggia la vecchia massima di Montanelli – è che ad averla in mano, quell'agenda, è sempre il lettore. A lui (o a lei) il potere di chiuderla quando vuole. 

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