Visualizzazione post con etichetta Calogero Speziale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Calogero Speziale. Mostra tutti i post

Lo sbarramento antimafia non s'ha da fare

foto: siciliainformazioni.com
Questo articolo lo trovate anche su InfoOggi.it http://www.infooggi.it/articolo/lo-sbarramento-antimafia-non-sha-da-fare/29762/

Palermo – Hanno fatto scalpore nei giorni scorsi le lamentele dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana ai quali, a causa della crisi di liquidità che sta investendo la Regione, non è stato pagato lo stipendio di 13.000 euro netti per il mese di luglio.
Forti, naturalmente, le proteste di chi deve lavorare alacremente un anno intero per arrivare a quelle cifre. Quando ci arriva.

Decisamente meno scalpore, invece, sembra aver suscitato quanto avveniva in quella stessa assemblea qualche giorno prima, allorquando 39 deputati hanno bocciato – parandosi dietro il voto segreto - l'emendamento alla legge bloccanomine presentato dal presidente della Commissione regionale antimafia, Calogero “Lillo” Speziale (per il quale ad aprile era stato scoperto un progetto di attentato risalente al 1998[1]) con il quale si sarebbero tenuti fuori dai luoghi decisionali della politica personaggi più o meno vicini alla mafia, corruttori e pregiudicati di varia natura.

«Era un'occasione per fare del bene alla Sicilia ed è stata buttata al vento», il commento di Speziale.
L'emendamento era stato presentato durante le votazioni – a scrutinio palese - sul disegno di legge con il quale si impedisce al presidente della Regione, alla giunta ed agli assessori di poter fare «nomine, designazioni o conferimenti di incarichi in organi di amministrazione attiva, consultiva o di controllo della Regione» dal momento delle dimissioni del governatore.
Ad un certo punto il vero e proprio colpo di teatro da parte di otto deputati “bipartisan”, tra i quali il vicepresidente della Commissione regionale antimafia Rudy Maira dei Popolari di Italia Domani, indagato in un'inchiesta su alcuni appalti pilotati a Caltanissetta[2]; Riccardo Minardo del Movimento per le Autonomie, arrestato e poi scarcerato per associazione a delinquere, truffa aggravata e malversazione ai danni dello Stato[3]; Salvino Caputo del Popolo della Libertà, condannato in appello ad un anno e cinque mesi per tentato abuso d'ufficio[4]; Fabio Mancuso – stesso partito di Caputo – arrestato per associazione a delinquere, finanziamento illecito ai partiti e bancarotta fraudolenta, dando conferma di quanto detto qualche mese fa dal procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia a Marsala, allorquando aveva sostenuto che «il Parlamento siciliano è lo specchio fedele di una società e di una classe dirigente profondamente inquinata, soprattutto ai piani alti, dalle collusioni con il sistema mafioso»

Pur non potendo riproporre l'emendamento, Speziale non ha comunque intenzione di abbandonare la sua idea. Per questo chiederà ai partiti di inserire il divieto di candidare rinviati a giudizio nei programmi per le prossime elezioni Regionali. Sarà il caso, comunque, che il presidente della Commissione antimafia regionale prepari anche un terzo piano alternativo.

Note
[1] http://senorbabylon.blogspot.it/2012/04/gela-nellambito-del-processo-leonina-si.html;
[2] Appalti pilotati e tangenti: indagati tre politici nisseni, corrieredelmezzogiorno.it, 14 ottobre 2010;
[3] Associazione a delinquere e truffa arrestato il deputato dell'Mpa Minardo, repubblica.it, 26 aprile 2011;
[4] Condannato Salvino Caputo per tentato abuso d'ufficio, palermo.blogsicilia.it, 19 marzo 2012;

Gela, nell'ambito del processo "Leonina" si scopre il progetto di morte per Calogero Speziale

foto: palermo.repubblica.it
Questo articolo lo trovate anche su InfoOggi.it http://www.infooggi.it/articolo/gela-nellambito-del-processo-leonina-si-scopre-il-progetto-di-morte-per-calogero-speziale/26685/

Gela (Caltanissetta), 14 aprile 2012 – Cosa Nostra avrebbe preparato un piano per uccidere Calogero Speziale, deputato del Partito Democratico e presidente della Commissionre Regionale Antimafia. A dirlo i collaboratori di giustizia Crocifisso Smorta e Carmelo Billizzi del clan Emmanuello, chiamati a deporre nell'ambito del processo “Leonina societas” in corso nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo e volto a fare luce sugli interessi della mafia gelese sulla squadra di calcio di Gela, la Juveterranova. Tutto nacque, nel 1998, dal mancato agguato a Fabrizio Lisiandra, allora presidente della squadra, sul quale Cosa Nostra faceva pressioni sia per avere la disponibilità del club che cercava affannosamente nuovi proprietari per evitare il fallimento e che militava in serie C2, sia per costringerlo a fare entrare gli Emmanuello nel consorzio di imprese nell'orbita dell'Ente Nazionale Idrocarburi che operavano al petrolchimico, il Consorzio Nazionale Servizi di Bologna, retto nel gelese proprio da Lisciandra.

Proprio a Bilizzi sarebbe stato assegnato il ruolo di esecutore materiale dell'omicidio, da realizzarsi durante una festa nella villa nelle campagne gelesi di proprietà di amici del deputato, attentato fallito solo perché Speziale a quella festa poi non ci andò, come confermato anche in una precedente deposizione da “Nino D'Angelo”, al secolo Rosario Trubia, ex reggente degli Emmanuello. Smorta ha anche rivelato che la mano di matrice mafiosa fu l'incendio dell'automobile del deputato nel 1998, dovuto all'opposizione all'ingresso nella Giunta comunale di Roberto Alabiso, anch'egli appartenente ai democratici e cognato dei fratelli Emanuele e Filippo Sciascia, imprenditori con interessi negli appalti e considerati appartenenti al clan entrati nell'inchiesta “In&Out” del 2006.

«È una notizia inquietante che conferma l'impegno di Speziale nella lotta alla criminalità organizzata e per il riscatto del territorio gelese. Non bisogna assolutamente abbassare la guardia e sono sicuro che Speziale continuerà, con rigore, anche nella qualità di presidente della Commissione Antimafia all'Ars, a promuovere tutte le iniziative necessarie per la legalità» ha detto il segretario regionale dei democratici, Giuseppe Lupo.