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Io sto con Emergency. E tu?


Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.

Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.

IO STO CON EMERGENCY

Firmate l'appello: http://www.emergency.it/appello/form.php?ln=It

Prigionieri politici.

Lashkar Gah (Afghanistan) - Qualche settimana fa – lo avrete sicuramente letto un po' su tutti i giornali – per un paio di giorni i giornali del circuito mainstream rimbalzarono in ogni angolo del globo la panzana che tal Leuccio Rizzo fosse la vera identità del Sub-comandante Insurgente Marcos, il (non)volto mediatico dell'Ezln, per una fotografia “rubata” pubblicata su un giornale messicano (di certo non filo-zapatista).
Per chi ha visto almeno una volta un'immagine del Sub-comandante la notizia si dimostrò da subito nella sua vera natura: una cavolata degna dei giornalisti italiani, visto che, accostate, le due fotografie rivelavano molte e fondamentali differenze tra la fisionomia del volontario pugliese e quella di Marcos. Per cui non rimaneva che etichettare la notizia in quelle “da pesce d'Aprile” - seppur con data errata – ed andare avanti.

Oggi i giornali ci ricascano. Anche se il peso della notizia è decisamente diverso: stando a quel che si legge sui quotidiani, infatti, tre dei principali operatori di Emergency – sulla quale non spendo parole di presentazione, tanta ne è la fama – stavano ideando nei giorni scorsi l'assassinio di Gulab Mangal, governatore dell'Helmand, una delle provincie meridionali dell'Afghanistan.

«Qualcuno mi convinca che ci sono medici italiani che rischiano la vita per anni in zone di guerra e poi si inventano un attentato contro il neo-governatore della regione. Ma per favore...È come se dicessero che hanno dovuto fermare Don Ciotti perché voleva assassinare il Papa».
A dirlo è Gino Strada, fondatore di Emergency. Secondo la ricostruzione ufficiale – cioè quella fatta dai militari – nei locali dell'ospedale sarebbero stati trovati cinque fucili, nove granate e sette giubbotti imbottiti di esplosivo che dovevano servire – in una logica guerrafondaia di cui Emergency è l'antitesi evidente – ad uccidere il governatore. Addirittura, stando al governatore, un membro straniero dell'organizzazione avrebbe ricevuto un anticipo di 500 mila dollari per ucciderlo.
È una ricostruzione che non sta né in cielo né in terra, non tanto perché non sia possibile trovare armi nei locali dell'ospedale: non ci sono controlli di alcun tipo all'ingresso, così come – ad esempio – non ce ne sono negli ospedali italiani, quindi che qualcuno sia potuto entrare armato è possibile, ma da qui a dire che quelle armi – che sembrano però esistere, come il video della perquisizione dimostra – si trovassero lì in attesa di essere usate in un attentato è una tesi